Scenario macroeconomico

L’economia globale

Nel 2011 l’economia globale, ancora afflitta dalla crisi finanziaria del 2008-2009, ha fronteggiato una serie di shock che hanno indubbiamente frenato la ripresa dell’economia mondiale. I disordini in Medio Oriente e Nord Africa hanno destabilizzato i governi locali, ostacolato la crescita economica e creato problemi alle forniture petrolifere. L’11 marzo il terremoto in Giappone ha stravolto l’economia e la supply chain produttiva globale, in particolare nei settori elettronico e automobilistico. La crisi del debito pubblico europeo si è intensificata nel corso dell’anno per effetto della politica fiscale restrittiva nell’area, indebolendo la spesa per i consumi e riducendo sia la crescita economica sia le aspettative di una sua ripresa.

Crescita del PIL mondiale, Variazione annua %

Crescita del PIL mondiale, Variazione annua %

Fonte: IHS Global Insight, dicembre 2011

L’insieme di questi fattori ha portato a una contrazione della crescita globale al 3,0% nel 2011 dopo una ripresa del 4,3% nel 2010. Nelle economie mature, la crescita ha registrato solo un lieve rialzo dell’1,5%, complice l’alta disoccupazione, che ha indebolito i redditi reali in Europa e negli Stati Uniti e la fiducia, minata dalla crisi del debito. L’economia giapponese ha registrato, invece, una contrazione dello 0,7%.

Anche se in rallentamento, nel 2011 la crescita dei mercati emergenti si è confermata robusta, giocando un ruolo di supporto fondamentale per l’economia globale. La regione Asia-Pacifico è cresciuta del 4,5% nel 2011, trainata dal +9,2% in Cina. La crescita economica è stata del 4,1% in America Latina, spinta dal +7,8% in Argentina, mentre la crescita in Brasile è stata del 2,9%, (dopo un balzo del 7,5% nel 2010) per gli effetti ritardati della politica fiscale e monetaria più restrittiva che hanno frenato l’attività economica.

Nel 2011 l’euro ha guadagnato in media il 5% sul dollaro rispetto al 2010. A inizio anno il tasso di cambio era di 1,34 dollari USA per euro: valore che è andato rafforzandosi in primavera a 1,48 dollari USA per poi indebolisrsi nel quarto trimestre, per effetto della debole crescita europea, del taglio del tasso di riferimento e del persistere della turbolenza legata alla crisi del debito pubblico.

€ / $ USA

€/$ USA

Nel 2011 lo yen ha confermato la rivalutazione sul dollaro, aprendo l’anno a 82 yen per dollaro USA e chiudendo il 2011 a 77 yen per dollaro USA. Il renminbi cinese si è rivalutato di quasi il 5% rispetto al dollaro nel corso del 2011.

Il real brasiliano ha registrato una costante rivalutazione sul dollaro nel primo semestre del 2011 raggiungendo un picco di 1,54 a fine luglio. A settembre, la turbolenza dei mercati e l’orientamento del governo verso politiche di sostegno alla crescita hanno prodotto una svalutazione del real del 14% e, a fine 2011, il tasso di cambio si assestava a 1,86 real per dollaro USA. Nel 2011 la valuta argentina si assestava in media a 4,13 pesos per dollaro USA, l’8% in meno rispetto al valore medio del 2010. Nel 2011 il Venezuela ha mantenuto l’ancoraggio al dollaro.