Rischi strategici

Sono i rischi strettamente legati agli obiettivi di Gruppo e alle scelte strategiche. Fanno parte di questa categoria i rischi legati alle evoluzioni del “contesto esterno” in cui il Gruppo opera, e alcuni rischi derivanti da fattori interni (rischi finanziari, rischi connessi ai processi caratteristici del business e rischi legati alle risorse umane e all’organizzazione).

Rischi connessi alle condizioni generali dell’economia

In linea con le previsioni dei principali analisti, Pirelli attende per il 2012 un anno di slowdown dell’economia. In particolare:

  • RALLENTAMENTO MA NON RECESSIONE PER GLI STATI UNITI

Gli ultimi indicatori congiunturali mostrano una leggera crescita rispetto al recente passato. Questo fenomeno sembra indicare che i rischi, almeno a livello domestico, siano in diminuzione e che probabilmente l’economia statunitense eviterà di entrare in un nuovo ciclo recessivo nel prossimo anno.

  • RECESSIONE IN EUROZONA

Gli indicatori congiunturali, “hard data” e le recenti decisioni della BCE e dei governi nazionali segnalano che l’Eurozona sta entrando in una nuova fase recessiva che caratterizzerà in particolare i paesi periferici dell’unione monetaria.

  • CRESCITA CONTINUA in APAC

Anche a fronte di una recessione nel vecchio continente, la regione asiatica dovrebbe mantenere una robusta crescita economica e confermare il proprio primato mondiale in termini di crescita del PIL. La ripresa economica dell’economia giapponese, trainata al rialzo da un processo di re-stocking post-Tzunami, unita a una crescita dell’economia cinese superiore o in linea al target fissato nel 12esimo piano quinquennale, dovrebbero più che compensare una riduzione nella domanda di prodotti da parte dell’Europa.

  • CRESCITA IN SUDAMERICA

Il Latam dovrebbe mantenere un tasso di crescita ragionevolmente buono -anche se in rallentamento rispetto al 2011 - per effetto di una minore esposizione delle economie emergenti a una recessione dell’Eurozona.

Il comparto tyre ha registrato negli ultimi anni una costante espansione. La flessione registrata tra il 2008 e il 2009, in conseguenza della crisi economica globale, è stata più che compensata dai tassi di crescita del 2010 e 2011. Il parco auto, trainato delle economie in rapido sviluppo, è in continua crescita e la domanda di veicoli di segmento alto, equipaggiati con pneumatici premium (segmento nel quale Pirelli ha una posizione di leadership), cresce a ritmi ancora superiori.

In uno scenario di rallentamento macroeconomico si rileva che il mercato degli pneumatici ha storicamente una maggiore redditività ed è meno ciclico rispetto a quello dell’auto. Le vendite sono, infatti, state trainate dal canale Ricambio (che per Pirelli rappresenta il 74,5% del fatturato), peraltro meno vulnerabili rispetto a un’eventuale rallentamento del comparto auto e della conseguente domanda nel canale Primo Equipaggiamento. Anche nell’ultimo periodo di recessione, il mercato mondiale degli pneumatici premium (canale Ricambio) ha registrato un +2,9% nel 2008 e un +6,8% nel 2009 (Fonte Europool, RMA, Anip, CRIA).

Inoltre, gli pneumatici premium sono visti sempre più come prodotti legati agli aspetti della sostenibilità e della sicurezza, aree che Pirelli presidia grazie a competenze e tecnologie all’avanguardia. Infine, la significativa presenza di Pirelli – in termini di ricavi - in economie in rapido sviluppo, in particolare Sud America e dal 2012 nel mercato russo, riduce il possibile impatto derivante dall’eventuale rallentamento dei paesi Europei.

Qualora, tuttavia, le condizioni macroeconomiche mondiali deteriorassero significativamente, Pirelli ha predisposto un Contingency Plan per rispondere con la massima flessibilità al cambiamento di contesto. In caso di riduzione della domanda del Primo Equipaggiamento Auto superiore al 10%, di contrazione del business truck superiore al 20% e di crescita degli stock dei distributori di oltre il 10%, il piano di contingency punta a tenere sotto controllo il cash flow e la redditività, agendo su una flessibilità di circa il 20% degli investimenti pianificati, su una gestione attenta del circolante, su azioni di efficienza interna e su un programma di riduzione dei costi fissi.

Rischio Paese

Pirelli adotta una strategia “local for local” creando presenze produttive nei paesi in rapido sviluppo per rispondere alla domanda locale con costi industriali e logistici competitivi. Tale strategia, in uno scenario di slowdown economico, accresce la competitività del Gruppo consentendo anche di superare il fenomeno del rafforzamento dei “trading blocs” e dell’aumento delle misure protezionistiche (barriere doganali o altre misure quali prerequisiti tecnici, certificazione di prodotti, costi amministrativi legati alle procedure di importazione etc.). Nell’ambito di tale strategia Pirelli opera in paesi (Argentina, Brasile, Messico, Russia, Cina, Egitto, Turchia, Venezuela) nei quali il contesto politico economico generale e il regime fiscale potrebbero in futuro rivelarsi instabili. L’instabilità politica o economica di questi paesi potrebbe incidere negativamente sui risultati economici e/o sulla situazione finanziaria del Gruppo. La crisi geopolitica in Egitto del 2011, in particolare, ha comportato una parziale riduzione della produzione di circa 30 giorni. La situazione è progressivamente ritornata alla normalità con la piena ripresa delle attività della fabbrica di Alessandria e delle esportazioni. Al fine di adottare tempestivamente (e ove possibile preventivamente) le misure atte a mitigare i possibili impatti derivanti da mutamenti del contesto locale, il Gruppo monitora costantemente l’evoluzione dei rischi (politico, economico/finanziario e di sicurezza) legati ai Paesi in cui opera. Inoltre, in situazioni di sotto utilizzo della capacità produttiva di alcune fabbriche, sono possibili riallocazioni della produzione tra stabilimenti del Gruppo.

Rischi connessi ai mercati in cui il Gruppo opera

Negli ultimi anni è aumentata la competitività nei mercati in cui il Gruppo opera, in particolare in America Latina, per effetto dell’ingresso, prevalentemente nel segmento più basso del mercato, di prodotti “low cost”, provenienti dai paesi asiatici, favorito dal trend di apprezzamento delle valute locali.

Pirelli genera in Centro e Sud America più del 30% delle sue vendite e in linea con la sua strategia, intende cogliere le opportunità di creazione di valore derivanti dai tassi di crescita attesi nel segmento premium del mercato automotive. Punti di forza di Pirelli sono la leadership del mercato, sia nel canale ricambi che primo equipaggiamento, l’ampio e consolidato network di punti vendita monomarca, sia in Brasile che in Argentina, e il brand consolidato anche grazie alla presenza in F1.

Rischi connessi all’andamento dei prezzi e alla disponibilità delle materie prime

Nel 2012 gomma naturale, gomma sintetica e materie prime legate al petrolio (in particolare chimici e carbon black) continueranno a rappresentare un fattore di incertezza nella struttura dei costi del Gruppo, per la forte volatilità registrata negli ultimi mesi e la loro incidenza sul costo del prodotto finito (circa 43% del costo del venduto).

Il contesto di crescita, come quella registrata nel corso del 2011, e una consistente politica di prezzo applicata in tutti i mercati, hanno consentito di recuperare completamente gli aumenti dei prezzi delle commodities.

Pirelli per il 2012, considerato il rallentamento delle economie avanzate e la contestuale robusta crescita delle economie emergenti, ipotizza un prezzo delle commodities sostanzialmente in linea con il 2011. Due fattori potrebbero alterare tali previsioni: da una parte un eventuale forte rallentamento dell’economia cinese potrebbe portare ad una caduta del prezzo del greggio e della gomma naturale, dall’altra possibili conflitti o tensioni in medio oriente aprirebbero invece le porte a un deciso rialzo delle quotazioni del petrolio.

Per le principali materie prime acquistate dal Gruppo vengono simulati possibili scenari di prezzo in relazione alla volatilità storica e/o alle migliori informazioni disponibili sul mercato (es. prezzi forward). Sulla base dei diversi scenari, sono individuati gli aumenti dei prezzi di vendita e/o le diverse azioni interne di recupero di efficienza sui costi (utilizzo di materie prime alternative, riduzione del peso del prodotto, miglioramento della qualità di processo e riduzione dei livelli di scarto) necessari a garantire i livelli di redditività attesi.

Per quanto riguarda, invece, le materie prime considerate strategiche - e per le quali sono possibili fenomeni di scarsa disponibilità - Pirelli utilizza più fornitori per singola tipologia di materia prima e definisce accordi di lungo termine così da garantire i volumi necessari alla produzione e da stabilizzare i prezzi di acquisto.

Rischi finanziari

Il Gruppo è esposto a rischi di natura finanziaria, legati principalmente al tasso di cambio, al reperimento di risorse finanziarie sul mercato, all’oscillazione dei tassi di interesse, alla capacità dei propri clienti di far fronte alle obbligazioni nei confronti del Gruppo e al prezzo delle attività finanziarie detenute in portafoglio. La gestione dei rischi finanziari è parte integrante della gestione delle attività del Gruppo ed è svolta centralmente sulla base di linee guida definite dalla Direzione Finanza nell’ambito delle strategie di gestione dei rischi definite a livello più generale dal Comitato Manageriale Rischi.

Rischio di cambio

La diversa distribuzione geografica delle attività produttive e commerciali di Pirelli comporta un’esposizione al rischio di cambio, sia di tipo “transattivo” sia di tipo “traslativo”.

Il rischio di cambio transattivo è generato dalle transazioni di natura commerciale e finanziaria effettuate nelle singole società in valute diverse da quella funzionale, per effetto di oscillazione dei tassi di cambio tra il momento in cui si origina il rapporto commerciale/finanziario e il momento di perfezionamento della transazione (incasso/pagamento).

L’obiettivo del Gruppo è quello di minimizzare gli effetti sul conto economico del rischio di cambio transattivo. Per raggiungere tale obiettivo, le procedure di gruppo prevedono che le Unità Operative siano responsabili della raccolta di tutte le informazioni inerenti le posizioni soggette al rischio di cambio transattivo, per la copertura del quale stipulano contratti a termine con la Tesoreria di gruppo.

Le posizioni soggette a rischio cambio gestite sono principalmente rappresentate da crediti e debiti in valuta estera.

La Tesoreria di Gruppo è responsabile di coprire le risultanti posizioni nette per ogni valuta e, in accordo con le linee guida e i vincoli prefissati, provvede a sua volta a chiudere tutte le posizioni di rischio mediante la negoziazione sul mercato di contratti derivati di copertura, tipicamente contratti a termine.

Si evidenzia, inoltre, che nell’ambito del processo di pianificazione annuale e triennale, il Gruppo formula delle previsioni sui tassi di cambio sulla base delle migliori informazioni disponibili sul mercato. L’oscillazione del tasso di cambio tra il momento di pianificazione e il momento in cui origina una transazione commerciale o finanziaria determina un rischio di cambio su transazioni future rispetto agli obiettivi comunicati al mercato. Il Gruppo centralmente, di volta in volta, valuta l’opportunità di porre in essere e autorizza operazioni di copertura sulle transazioni future.

Rischio di cambio traslativo: Pirelli detiene partecipazioni di controllo in società che redigono il bilancio in valuta differente dall’euro usato per la redazione del bilancio consolidato. Questo espone il Gruppo al rischio di cambio traslativo, per effetto della conversione in euro delle attività e passività delle controllate che operano in valute diverse dall’euro. Le principali esposizioni al rischio di cambio traslativo sono costantemente monitorate, e allo stato si è ritenuto di non adottare specifiche politiche di copertura a fronte di tali esposizioni.

Rischio di liquidità

I principali strumenti utilizzati dal gruppo per la gestione del rischio di insufficienza di risorse finanziarie disponibili per far fronte alle obbligazioni finanziarie e commerciali nei termini e nelle scadenze prestabiliti, sono costituiti da piani finanziari annuali e triennali e da piani di tesoreria, per consentire una completa e corretta rilevazione e misurazione dei flussi monetari in entrata e in uscita. Gli scostamenti tra i piani e i dati consuntivi sono oggetto di costante analisi.

Il Gruppo ha implementato un sistema centralizzato di gestione dei flussi di incasso e pagamento nel rispetto delle varie normative valutarie e fiscali locali. La negoziazione e la gestione dei rapporti bancari avviene centralmente, al fine di assicurare la copertura delle esigenze finanziarie di breve e medio periodo al minor costo possibile. Anche la raccolta di risorse a medio/lungo termine sul mercato dei capitali è ottimizzata mediante una gestione centralizzata.

Una gestione prudente del rischio sopra descritto implica il mantenimento di un adeguato livello di disponibilità liquide e/o titoli a breve termine facilmente smobilizzabili, la disponibilità di fondi ottenibili tramite un adeguato ammontare di linee di credito committed e/o il ricorso al mercato dei capitali.

Nel mese di novembre 2010 è stata sottoscritta una linea di credito revolving per euro 1,2 miliardi di durata quinquennale che a dicembre 2011 risulta utilizzata per 360 milioni di euro. Nel mese di febbraio 2011 è stato concluso con successo il collocamento presso investitori istituzionali internazionali di un prestito obbligazionario, unrated, sul mercato Eurobond per un importo nominale complessivo di 500 milioni di euro (cedola 5,125% e scadenza Febbraio 2016). Il Consiglio di Amministrazione, al fine di cogliere con tempestività le migliori opportunità di finanziamento a continuo supporto della crescita del business in un contesto di mercati finanziari volatili e di restrizioni nell’accesso al credito, ha approvato l'emissione di prestiti obbligazionari non convertibili fino a un ammontare nominale massimo di 800 milioni di euro (o pari controvalore in altre divise), da collocarsi anche in più tranches sui mercati internazionali. Tali prestiti potranno essere emessi anche da parte di altre società del gruppo e garantiti da Pirelli & C. SpA. Il collocamento delle obbligazioni potrà avvenire esclusivamente presso investitori qualificati.

Rischio tasso di interesse

Le oscillazioni dei tassi di interesse influiscono sul valore di mercato delle attività e passività finanziarie del Gruppo e sugli oneri finanziari netti.

La politica di Gruppo è quella di tendere al mantenimento di un rapporto tra esposizione a tasso fisso e variabile nell’ordine del 65% fisso, 35% variabile.

Al fine di mantenere tale rapporto tendenziale, il gruppo pone in essere contratti derivati, tipicamente interest rate swaps.

Rischio di prezzo associato ad attività finanziarie

Il Gruppo è esposto al rischio di prezzo limitatamente alla volatilità di attività finanziarie quali titoli azionari e obbligazionari quotati e non quotati, che rappresentano il 4,1% del totale delle attività del gruppo. Su queste attività non sono normalmente posti in essere derivati che ne limitino la volatilità.

Rischio di credito

Il rischio di credito rappresenta l’esposizione del gruppo a potenziali perdite derivanti dal mancato adempimento delle obbligazioni assunte dalle controparti sia commerciali che finanziarie. Per quanto riguarda le controparti commerciali, al fine di limitare tale rischio, Pirelli ha posto in essere procedure per la valutazione della potenzialità e della solidità finanziaria della clientela, per il monitoraggio dei flussi di incassi attesi e per le eventuali azioni di recupero. Tali procedure hanno come obiettivo la definizione di limiti di fido per la clientela, al superamento dei quali si attua di norma il blocco delle forniture. In alcuni casi viene richiesto alla clientela il rilascio di garanzie, principalmente bancarie, emesse da soggetti di primario standing creditizio o personali. Meno frequente la richiesta di garanzie ipotecarie. Altro strumento utilizzato per la gestione del rischio di credito commerciale è la stipula di polizze assicurative. Per quanto riguarda, invece, le controparti finanziarie per la gestione di risorse temporaneamente in eccesso o per la negoziazione di strumenti derivati, il gruppo ricorre solo a interlocutori di elevato standing creditizio.

Pirelli non detiene titoli del debito pubblico di nessun paese europeo e monitora costantemente le esposizioni nette a credito verso il sistema bancario. Pirelli non mostra significative concentrazioni del rischio di credito.

In relazione ai crediti finanziari va ricordato che Pirelli ha rinnovato a dicembre 2011 il finanziamento in favore di Prelios SpA (già Pirelli RE) per 160 milioni di euro con rimborso integrale a scadenza luglio 2017.

Rischi connessi ai processi caratteristici

Rischi relativi agli aspetti ambientali

Le attività e i prodotti del gruppo Pirelli sono soggetti a molteplici normative ambientali legate alle specificità dei differenti Paesi in cui opera. Tali normative sono accomunate dalla tendenza a evolvere in modo sempre più restrittivo, anche in virtù del crescente impegno della comunità internazionale per la sostenibilità ambientale. Pirelli si attende una progressiva introduzione di norme più severe riferite ai vari aspetti ambientali su cui le aziende possono impattare (emissioni in atmosfera, generazione di rifiuti, impatti sul suolo, utilizzo di acqua, ecc.), in virtù delle quali il gruppo prevede di dover continuare a effettuare investimenti e/o a sostenere costi che potrebbero essere significativi. In merito al processo di gestione ambientale, che include quanto sopra esposto, si rimanda al capitolo “Dimensione Ambientale” del bilancio di sostenibilità.

Rischi relativi alla salute e sicurezza dei lavoratori

Il Gruppo Pirelli, nell’esercizio delle proprie attività, sostiene oneri e costi per le azioni necessarie a garantire un pieno rispetto degli obblighi previsti dalle normative in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. In particolare in Italia, la normativa relativa alla salute e sicurezza sul luogo di lavoro (D. Lgs. 81/08) e i successivi aggiornamenti (D. Lgs. 106/09) hanno introdotto nuovi obblighi che hanno impattato sulla gestione delle attività nei siti Pirelli e sui modelli di allocazione delle responsabilità. Il mancato rispetto delle norme vigenti comporta sanzioni di natura penale e/o civile a carico dei responsabili e, in alcuni casi di violazione della normativa sulla salute e sicurezza a carico delle Aziende, secondo un modello europeo di responsabilità oggettiva dell’impresa recepito anche in Italia (D. Lgs. 231/01). In merito al processo di gestione e controllo di tali rischi si rimanda al bilancio di sostenibilità.

Rischio difettosità prodotti

Come tutti i produttori di beni destinati alla vendita al pubblico, Pirelli potrebbe subire azioni di responsabilità connesse alla presunta difettosità dei materiali venduti o dover avviare campagne di richiamo di prodotti. Sebbene negli ultimi anni non si siano verificate fattispecie di rilievo e tali eventi siano comunque coperti da un punto di vista assicurativo, il loro verificarsi potrebbe avere impatti negativi sulla reputazione del marchio Pirelli. Per tale ragione, i pneumatici prodotti da Pirelli sono sottoposti ad attente analisi di qualità prima di essere immessi sul mercato, e l’intero processo produttivo è soggetto a specifiche procedure di “quality assurance” con obiettivi di sicurezza e di performance costantemente innalzati.

Rischi connessi a contenziosi

Pirelli, nell’esercizio delle sue attività, può incorrere in contenziosi di natura legale, fiscale, commerciale o giuslavoristica. Il gruppo adotta le misure necessarie a prevenire ed attenuare eventuali sanzioni che possono derivare da tali procedimenti, compresa la costituzione dei fondi rischi dettagliati nelle Note Esplicative al Bilancio Consolidato (nota 23).

Rischi connessi alle risorse umane

Il Gruppo è esposto al rischio di perdita di risorse in posizioni chiave o in possesso di “know how critico”. Per far fronte a tale rischio, il Gruppo adotta politiche retributive periodicamente aggiornate anche in ragione dei mutamenti del quadro macroeconomico generale oltre che sulla base di benchmark retributivi. Sono previsti, inoltre, piani di incentivazione di lungo termine e specifici patti di non concorrenza (con effetto anche di retention). Inoltre, sono adottate specifiche politiche “gestionali” volte a motivare e trattenere talenti.